Perche amo il retro tech? (a 21 anni)
Introduzione
Chiunque mi conosca (e può confermarlo) pensa che io sia strano per la quantità di dispositivi retro che mi circondano. Negli ultimi tre anni ho speso soldi (anche se pochi) per acquistare dispositivi elettronici che mi soddisfacessero, ma tutto questo ha un senso — lasciate che ve lo spieghi.
Sono sempre stato affascinato dalla cultura nerd e tech e, col tempo, mi sono avvicinato a varie nicchie: ho conosciuto persone sui social che hanno cambiato la mia visione e mi hanno aiutato a gestire meglio tutto questo. Ho sempre avuto una passione per il vintage non antiquariato — quel look dei primi anni 2000, il cosiddetto “flat design” — e da appassionato di elettronica ho cercato di unire entrambe le cose. Vorrei raccontarvi la mia visione sul retro-tech e come lo uso oggi nella vita di tutti i giorni.
Come ho iniziato
Tutto è cominciato da adolescente, quando — con il consenso dei miei fratelli — ho ripreso in mano per la prima volta un Nintendo Game Boy Advance SP. Sono cresciuto con tre fratelli più grandi (nati tra il 1991 e il 1997) e ho potuto “assaggiare” i loro dispositivi. Ricordo le notti a sognare di poter giocare a PlayStation 2 o Nintendo DS, cosa che raramente mi era concessa; a volte aprivo il comodino solo per accendere un dispositivo per pochi secondi.
Ho sempre avuto un feeling particolare con questi apparecchi. La chiave della mia “ossessione” è stata il desiderio: li desideravo così tanto che, una volta potuto comprarne uno, non mi sono più fermato. Ma non è tutto.
Con il tempo ho imparato a dare valore a questi dispositivi: mi sono avvicinato al digital minimalism e al minimalismo in generale, e questo mi ha aiutato a dare un senso al loro utilizzo. Dopo aver scoperto James Scholz, ho capito di non essere l’unico interessato a questo mondo: non ero l’unico “strano” a usare dispositivi datati.
Grazie ai suoi consigli ho letto alcuni libri chiave che mi hanno indicato una strada:
Digital Minimalism di Cal Newport e Deep Work di Cal Newport,
Atomic Habits di James Clear
e Getting Things Done (Getting Things Done: The Art of Stress-Free Productivity) di David Allen.
Da questi testi ho ricavato concetti pratici — sia tecnici che comportamentali — per muovermi in questo mondo.
Da lì ho preso il primo ThinkPad: me lo ricordo ancora, un ThinkPad X40 con 2 GB di RAM. Con quel dispositivo ho capito che non serve un hardware performante per fare le cose: serve solamente volerle fare. Ho iniziato a scrivere un diario giornaliero sul ThinkPad usando Emacs e il plugin Org Mode; quell’abitudine è durata 5–6 mesi, poi ho preso un altro ThinkPad, un ThinkPad X220. Quel portatile è stato magnifico: mi ha permesso di imparare molto d’informatica e a muovermi nel terminale e sul web. Gli sono davvero grato.
Da quel momento ho continuato ad acquistare dispositivi, e ogni acquisto ha avuto un senso pratico: ad esempio ho preso un iPod Nano usato a 20 € per caricarci le playlist, e grazie a quello ho iniziato ad apprezzare anche il mondo delle cuffie IEM (in-ear monitor). Insomma: ogni dispositivo apre nuove strade e connette a nuove community.
Come li utilizzo oggi
Oggi i miei dispositivi retro-tech sono parte fondamentale della mia vita e ne sostengono le basi. Qui spiego come li uso. Nel mio EDC (everyday carry) non porto quasi nulla di datato, a parte qualche volta l’iPod, ma quando sono a casa li uso sempre.
Voglio dividere l’utilizzo in tre punti:
Gaming
Ho diversi dispositivi: principalmente un Nintendo 3DS moddato affiancato a una PSP 3000, anch’essa moddata. Uso il Nintendo quando voglio qualcosa di tranquillo e duraturo — quei giochi a cui torni una volta a settimana per “controllare” — mentre la PSP è per gaming più solido: Need for Speed, God of War, Dante’s Inferno e simili. La sensazione che danno è molto intensa.
Produttività
Per concentrarmi uso i ThinkPad come computer di “concentrazione”: ci svolgo task specifiche in determinati periodi dell’anno. Probabilmente il 2026 sarà l’anno in cui li userò di più, perché vorrei portarli nei periodi di massima produttività per scrivere per il blog e per YouTube. Come monitor uso un Apple Cinema Display 23": i colori, la qualità costruttiva e l’estetica sono incredibili.
Musica
La musica la ascolto principalmente con il mio iPod Nano, che porto nei periodi di massimo focus lontano dal telefono. Ho playlist specifiche per lo studio e la concentrazione; inoltre il design dell’iPod attira molte domande — spesso mi chiedono perché lo uso nel 2025.
Li consiglio?
Sarò sincero: non è per tutti. Se non siete interessati a certe vibes, a quell’estetica, alla produttività o al minimalismo, lasciate perdere — vi complichereste solo la vita. Se invece volete provare queste sensazioni, vi consiglio di farlo: prendete un qualsiasi dispositivo retro e passateci una settimana, o anche un mese. Vedrete se vi entra nel cuore.
Questi dispositivi riducono di molto l’uso distrattivo: quante volte avete usato un iPad per “studiare” e poi vi siete ritrovati a guardare un film o a scorrere TikTok? Con questi dispositivi non succede: sono lì per lo scopo per cui sono stati creati. Usateli, anche solo per un’ora: avrete passato un’ora di vero focus.
Consiglio di acquistare su eBay, Subito.it, Facebook Marketplace, mercatini locali dell’usato o negozi vintage nella vostra città.
Conclusioni
Personalmente mi ritengo fortunato e felice di usare questi dispositivi ancora oggi.
In un mondo dove nulla è nostro e tutto corre velocissimo, non è necessario correre sempre: non c’è niente di più bello che godersi un momento con calma.
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Grazie ancora a tutti.