teeeeeega's blog

Meno schermi, più mondi..

Meno schermi, più mondi..

Stavo ragionando su qualcosa da postare come pillola nell'attesa del Tega Log #01 che uscirà probabilmente i primi del mese.
Ragionando tra me e me ho capito che un argomento che sta realmente al centro della mia persona e del mio blog è sicuramente il mio concetto di minimalismo.
Non è un minimalismo incredibilmente vuoto e bianco, tutt'altro: è un minimalismo utilitario, che presenta una grande quantità di oggetti ma con una singola funzione o al massimo due.
Le cuffiette con il filo per la musica, la macchinetta fotografica per le foto, una console portatile per i videogiochi, un mp3 per la musica, un orologio per l’orario… cose così.

Si tratta di utilizzare gli oggetti solo ed esclusivamente per la loro natura.
Non nego che a me l'estetica di quando tutto era più “singolare” piace parecchio: le forme squadrate, i colori un po' panna o grigi, i materiali lisci, le interfacce semplici (basta guardare il mio sito, nudo e crudo HTML) e ruvide.

Mi piace soprattutto godermi le cose unicamente per ciò per cui sono state create.
Trovo stupendo il risultato di una foto scattata con una macchinetta anni 2000, affascinante la qualità costruttiva e il design di un ThinkPad anni 2000 o di un Panasonic Let's Note.
Trovo ancora più affascinante il jack audio degli mp3 e poter fare un setup ultra aestetich come questo → link immagine.


Ci sono invece alcuni elementi che, pur essendo novità elettroniche dell'ultimo decennio, ricordano la filosofia dei vecchi dispositivi.
Prendo in esame il BOOX Go (vale anche per le versioni Air e Palma): è un oggetto incredibile che, a parer mio, una persona dovrebbe avere anche solo per usarlo come agenda (anche se non costa pochissimo).
Si tratta di un tablet Android con schermo e-ink che semplifica la vita, alleggerisce lo zaino e fa sembrare protagonisti di qualche anime giapponese dove l’amico è un sociopatico ultra studioso.
Che figata.

Uno strumento che permette di unire solo cose positive e che aiuta nella vita di tutti i giorni. Alcuni esempi:


Questi, per me, sono i veri dispositivi di cui abbiamo bisogno.
Per carità, anche il telefono ci permette di scattare foto, ascoltare musica, leggere, guardare film, scrivere, chiamare, fare video, editare… con uno smartphone possiamo fare tutto.
Ed è proprio questo il problema: possiamo fare tutto, e così non ci godiamo più la singola routine.

Non ha più quel feeling della foto sviluppata e stampata nel negozio di fotografie che riguardi dopo vent’anni, che spolveri ogni volta.
Abbiamo perso la cognizione del tempo e delle piccole azioni che eravamo abituati a fare: prendere appunti su un libro, scrivere un’agenda o un diario, mettere un vinile nel giradischi ed ascoltarlo sdraiati, scattare una foto senza sapere com’è venuta finché non la sviluppi.


Non fraintendetemi: anche io utilizzo un iPhone 16, un MacBook Air M4 2025 e un Garmin Forerunner 255.
Ma non li uso come la maggior parte delle persone.
Non ho grandi distrazioni dal telefono: a parte finanza, banca, WhatsApp e Instagram per restare attivo (Instagram ha i giorni contati), non lo utilizzo per cose che posso fare con altri dispositivi.

Sicuramente avrò modo di raccontarvi tutto il mio workflow e i vari strumenti che uso per agenda, habit tracker, lettura e appunti di libri o riviste.
Per ora mi limito a esprimere a grandi linee una filosofia che ho sviluppato nel tempo.
E ci ho messo davvero tanto a capire se fosse davvero parte di me o se, da buon Gen Z, fosse solo una fase.
Chissà se esiste qualche coetaneo con la mia stessa filosofia di vita: mi piacerebbe scambiarci due chiacchiere.


Nel frattempo vi lascio qualche lettura che, anche se non sempre parla del minimalismo che vi ho descritto, trovo in linea con questa idea:

Queste sono perle secondo me, anche se non tutte parlano del minimalismo che vi ho raccontato.


Con questo chiudo il post: grazie come sempre di avermi dedicato il vostro tempo, per me è un onore tenervi compagnia.
Ci vediamo alla prossima e ricordate:

“Essere connessi continuamente non significa essere presenti: la presenza nasce dall’intenzionalità.” — Cal Newport


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