Le mie abitudini e come le gestisco
Intro
Un po’ di tempo fa, in seguito a un’intensa lettura, ho avuto modo di appurare che in effetti, per quanto la mia vita sia piena di impegni, non mi sono mai sforzato a gestire una delle cose che ritengo più importanti in assoluto: le abitudini.
Ma la vera domanda è: perché ci ho pensato? Devo essere onesto, la lettura di Atomic Habits ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale in questa cosa, così come in mille altre. Ragionando intensamente dopo la lettura mi sono detto: "Secondo me provare a vedere le cose come le dice lui (James Clear), non è poi così pazza come idea", e così mi sono buttato in questo circolo di abitudini ed ho iniziato a tenerne conto più spesso.
Principalmente una delle motivazioni è sicuramente il fatto che, per quanto io mi impegni, dopo un po’ di tempo lascio sempre andare i miei progetti personali; sarà perché ce l’ho nel sangue o per altro, chi lo sa? James Clear in Atomic Habits infatti cita un concetto che lui chiama Plateau del Potenziale Latente.
E funziona così:
- Quando inizi qualcosa (andare in palestra, studiare una lingua, cambiare dieta), i tuoi sforzi si accumulano.
- Ma, all’inizio, questi sforzi non mostrano risultati immediati: non vedi i muscoli crescere, non parli ancora bene la lingua, non hai perso peso.
- Questo crea frustrazione, perché ti aspetti progressi lineari, mentre in realtà i progressi sono esponenziali: all’inizio sembrano invisibili, poi improvvisamente diventano evidenti.
Clear usa la metafora del cubetto di ghiaccio:
- Se la stanza è a -1°C e poi la scaldi a 0°C, 1°C, 2°C… il ghiaccio non si scioglie subito.
- Ma quando arrivi a 32°F (0°C), all’improvviso inizia a sciogliersi.
- In realtà, ogni grado che hai alzato prima era necessario, solo che non vedevi ancora alcun effetto.
La lezione è che molte persone abbandonano proprio in quel momento critico, perché non vedono risultati. Invece, i risultati arrivano solo se superi quella fase invisibile e continui ad accumulare piccoli miglioramenti.
Devo dire che questa cosa dei "Piccoli miglioramenti" l’ho sentita molto, e subito dopo sono corso dal mio amato Boox Go 10.3 ed ho iniziato a fare una lista di piccole abitudini che possono aiutarmi con quello che faccio ora.
I big 4
Ho suddiviso le mie singole abitudini in 4 categorie, ve le elenco:
- Lettura: La lettura comprende delle piccole attività durante la giornata come: leggere news la mattina, newsletter che mi arrivano, pagine di libri che ho in lettura in questo momento, riviste ecc. Questa attività è fondamentale per stare al passo con l’attualità, aiutare il cervello a ricevere informazioni e quindi a crearne altre.
- Scrittura: Che sia una nota personale, un pensiero, un appunto trovato in qualche articolo, la bozza di un post oppure un vero e proprio post per il blog come sto facendo adesso non è importante, farlo anche una sola volta durante la giornata lo è. L’abitudine di scrivere è davvero importante per me, mi aiuta a restare attivo, sveglio e soprattutto mi scarica da tensioni momentanee, mi rende davvero più leggero.
- Allenamento: Fondamentale restare sempre allenati, aiuta davvero tanto la nostra salute mentale e fisica; questa attività la svolgo principalmente con la corsa, mi occupa davvero un tempo misero in confronto al bene che fa. Solitamente faccio durante la settimana 4 corse: due da 5 km tranquilli (nella cosiddetta "Z2"), una da 5 km veloce e una da 10/15 km a un certo ritmo. Questo mi aiuta tantissimo per muovermi tranquillamente durante la giornata e non avere nessun tipo di affanno durante qualsiasi attività che richiede più sforzo del normale, oltre che migliorare l’aspetto fisico (ma shhh, non dirlo a nessuno..).
- Meditazione: La quarta ed ultima categoria comprende principalmente le cose che io ritengo meditative ma che tecnicamente non lo sono, mi spiego: meditazione per me è anche uscire 10 minuti nel giardino, fissare un fascio d’erba che si muove spostato dal vento e non pensare ad altro, 10 minuti in cui stacco totalmente le sinapsi e faccio riposare il cervello. Può anche essere una breve passeggiata di 15 minuti oppure un momento breve in cui mi lancio nel letto e cado in un microsonno di 15/20 minuti (capita raramente). Fatto sta che questi sono i momenti che più aiutano la mente a restare sana e fissa sugli obiettivi, ogni tanto bisogna staccare la spina secondo me.
Sostanzialmente sono queste le 4 categorie, ma per voi potrebbero essere 2, 3, 4 o 10, poco cambia alla fine.
Come le gestisco?
Ma come le gestisco? Questo è un argomento molto importante: avere delle abitudini ma non tenerle d’occhio implica che, nella vastità di volte in cui le rispettiamo, se saltiamo anche solo due volte non ce ne rendiamo conto. Beh, per me è invece fondamentale avere la possibilità di vedere con i miei occhi il mio progresso così da rendermi davvero conto se le salto qualche volta. Ma quindi come faccio?
Il mio personale metodo consiste nell’utilizzare un habit tracker, uno strumento che può tranquillamente essere sia fisico che digitale, mi spiego: per la parte fisica potrebbe essere per esempio una piccola lista su un foglio o su un quaderno degli appunti in cui scrivi le abitudini e metti un pallino ogni volta che hai rispettato quell’abitudine; mentre parlando dell’aspetto digitale potrebbe essere una vera e propria lista con degli script che tengono traccia di tutto e ti danno anche dei resoconti mensili, settimanali o annuali del tuo progresso.
Lascio di seguito degli esempi con delle foto:
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Ho degli obiettivi?
Ma la vera domanda è: "Ho degli obiettivi? Tutto questo, perché lo faccio?" La risposta è più no che sì. Qui anche James Clear dice la sua e devo dire che da sempre sono d’accordo con questa sua teoria, ancor prima di leggerla. Credo sia proprio un punto importante da tenere in considerazione ogni volta che vogliamo arrivare da qualche parte oppure fare qualcosa. James Clear dice che:
Gli obiettivi hanno un traguardo finito.
- Esempio: “Voglio perdere 10 kg.”
- Se ci riesci, spesso ti fermi, perché hai “chiuso la pratica”.
- Se non ci riesci subito, ti demoralizzi e molli.
Gli obiettivi non cambiano chi sei.
- Raggiungerli ti dà una soddisfazione momentanea, ma non trasformano la tua identità.
- Dopo aver raggiunto un obiettivo, rischi di tornare alle vecchie abitudini.
Tutti hanno obiettivi simili.
- Chi vince e chi perde in una competizione ha spesso lo stesso obiettivo (“vincere la medaglia d’oro”).
- La differenza non sta nell’obiettivo, ma nel processo che portano avanti ogni giorno.
La sua proposta è spostare il focus dal risultato al sistema/metodo:
- Invece di dire “Voglio scrivere un libro”, ti concentri su “Scrivo 500 parole al giorno”.
- Invece di “Voglio correre una maratona”, passi a “Corro tre volte a settimana”.
Il sistema è ciò che fai ogni giorno, la routine che non dipende dal traguardo finale.
Clear lo riassume così:
- Gli obiettivi servono a impostare la direzione.
- I sistemi servono a fare progressi.
E conclude dicendo che se ti innamori del processo (il metodo), non “molli tutto” una volta raggiunto l’obiettivo, perché ormai fa parte della tua identità e del tuo stile di vita.
Credo che questa sia davvero la chiave per "brillare" in qualcosa. Provateci e poi fatemi sapere.
Conclusioni
Concludo dicendo che il 2026 sta per arrivare e sono davvero carico per cavalcarlo. Non dico che sarà il mio anno perché non è così: ogni anno è il mio anno, anzi, è l’anno di tutti. Se vi sentite un po’ instabili, se sentite di non riuscire a gestire la vostra produttività, provate a vedere le cose come le vedo io e applicate il mio metodo. Sono sicuro che troverete conforto, se così non fosse, provate altro: la vostra strada esiste, dovete solamente percorrerne altre per arrivarci.
"Le abitudini sono l’interesse composto dell’automiglioramento."
— James Clear, Atomic Habits
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